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Un'ereditą immobiliare da 1,5 miliardi di Euro
Questa la previsione dell'Expo 2015 di Milano
Un'ereditą immobiliare da 1,5 miliardi di Euro
La prossima Expo di Milano, presentata alla fine di aprile 2010, porterà una maxi riqualificazione sull'area Rho-Pero alla periferia della città con significativi riscontri sul mercato immobiliare milanese.

Si calcola che nel dopo Expo il metro quadrato residenziale costerà attorno ai 2.500 euro e sarà la zona perfetta per realizzare i progetti di social housing previsti dal piano di gestione del territorio della giunta Moratti.

E' compresibile come i terreni a questi prezzi e in questa zona di Milano facciano gola a molti, anche se rimane il dubbio di come verranno esattamente utilizzati: sicure sono le dichiarazioni dell'attuale sindaco Letizia Moratti, che in una recente intervista ha espresso la sua idea di voler trasformare il 53% del sito espositivo in parco e zone verdi. Naturalmente non è ancora certo se l'attuale primo cittadino sarà ancora in carica quando scatterà l'ora dell'Expo di Milano, viste le intenzioni della Lega Nord di presentare un altro candidato alle prossime comunali.

Tornando alla questione dei terreni attorno ai quali sorgerà l'Expo, è stato reso noto che per acquistarli sono necessari 200 Milioni di Euro, ma il ministro dell'Economia Tremonti si è opposto all'acquisto. Il passo successivo è così stato compiuto dal Governatore della Lombardia, Roberto Formigoni, che ha proposto la fondazione di una nuova società pubblica, con a capo la stessa regione, per acquistare il comparto.

Non è più un segreto nemmeno il progetto di costruire una grande centro di produzione Rai, con 60mila mq destinati al servizio pubblico. Naturalmente ci sarà spazio anche per il residenziale, che, secondo scenari immobiliari, varrà attorno ai 2.500 euro al mq. come già accennato sopra: in quest'area infatti per il momento operano in genere cooperative di edilizia convenzionata di livello medio-basso ed è poco realistico pensare a prezzi più alti. Nonostante la portata mondiale della manifestazione dunque, nessuna prospettiva di immobili di lusso, anche per la vicinanza della fiera che porterà milioni di visitatori che potrebbero eventualmente depauperare palazzi di finiture prestigiose e del raccordo autostradale, portatore di inquinamento e possibili rumori nei momenti di quiete.

Anche il terziario che sorgerà nella zona non sarà la sede di grandi multinazionali, ma sarà più legato alle attività della fiera, sul modello di ciò che già è accaduto con la fiera di Madrid, come ha spiegato Mario Breglia, presidente di Scenari Immobiliari.

Fonte: Il Sole 24Ore

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